Da oltre 15 anni i social network fanno parte della nostra vita e miliardi di utenti nel mondo li usano per restare in contatto con amici e parenti, per informarsi su ciò che succede, per cercare e offrire lavoro, per instaurare relazioni sentimentali.
Per molte cose i social hanno migliorato la nostra vita, per altre l’hanno invece peggiorata. Di sicuro, però, ci sono delle cose che non andrebbero mai fatte sui social, perché possono mettere a rischio la nostra sicurezza online e persino quella nel mondo reale.
Cosa non pubblicare mai sui social
Qualunque informazione che noi pubblichiamo sui social potrebbe finire nelle mani sbagliate e, di conseguenza, essere usata contro di noi. Più informazioni su di noi pubblichiamo, ad esempio, più sarà facile per un truffatore rubarci l’identità e creare un profilo fotocopia del nostro e usarlo per commettere crimini, nascondendosi dietro la nostra (finta, ma credibile) identità.
Pubblicare foto delle vacanze sui social, mentre siamo ancora fuori casa, permette a ladri e topi d’appartamento di sapere che a casa nostra non c’è nessuno e, di conseguenza, potranno agire indisturbati.
Pubblicare foto e informazioni sulla nostra routine quotidiana (quando andiamo al lavoro, quando torniamo, etc etc) hanno lo stesso effetto: dicono ai ladri quando non siamo in casa.
Da una foto o un video, se le riprese sono fatte dentro nei pressi di casa nostra, un malintenzionato potrebbe arrivare a rintracciare il nostro indirizzo. Spesso basta un selfie fatto in balcone, dal quale si vede uno scorcio particolare, per dare ottimi indizi a chi conosce già la zona.
Le foto e i video dei bambini, e in generale dei minorenni, non andrebbero mai pubblicate sui social perché potrebbero essere scaricate e fatte circolare in circuiti pedopornografici.
Le foto e i video del nostro volto, e di altri particolari anatomici, potrebbero essere usate per allenare le intelligenze artificiali a costo zero. Non è un rischio diretto per noi, ma è comunque un guadagno alle nostre spalle.
Le foto sul nostro stile di vita, anche se non sono al 100% reali, potrebbero indurre un criminale a ipotizzare che siamo benestanti e, di conseguenza, indurlo a cercare altre informazioni su di noi e, una volta trovate, a visitare la nostra casa o aggredirci per derubarci.
Foto e commenti che riguardano il nostro ambito lavorativo, invece, potrebbero mettere a repentaglio la nostra carriera: molto spesso le aziende non permettono ai dipendenti di fotografare gli uffici o gli ambienti interni alle sedi di lavoro, perché sanno che quelle foto potrebbero rivelare informazioni riservate.
Un selfie al lavoro fatto mentre siamo al computer, ad esempio, potrebbe mostrare il documento al quale stiamo lavorando.
Per quanto esista la libertà di parola, e vada sempre tutelata, un atteggiamento troppo aggressivo sui social potrebbe mettere a repentaglio la nostra speranza di fare carriera: chi farebbe capo ufficio un dipendente che non perde occasione per polemizzare su Facebook?
Come difendere i propri dati sui social
E’ possibile continuare a usare i social evitando questi comportamenti e mettendone in atto altri, per conciliare la nostra libertà di avere una vita online con la sicurezza.
Le foto profilo, ad esempio, dovrebbero mostrare solo il nostro volto e nessun’altra informazione sul luogo dove la foto è stata scattata. Il nostro profilo dovrebbe essere impostato con le massime opzioni di privacy attivate, per impedire che le informazioni in esso contenute diventino pubbliche.
Prima di accettare amicizie e follower dovremmo almeno avere un’idea di massima di chi è l’altro utente e comportarci di conseguenza permettendogli di vedere solo le informazioni che riteniamo sicure.
Non si tratta di avere un atteggiamento paranoico nei confronti dei social, ma di avere una doverosa prudenza senza la quale, purtroppo, i rischi di stare sui social potrebbero essere ben superiori ai benefici.
Attenti alle truffe sui social
I social network sono uno dei mezzi più usati dal cybercriminali per mettere a segno truffe più o meno sofisticate e, soprattutto, per scovare le potenziali vittime.
Maggiori dettagli su questi rischi nel nostro articolo sulle truffe online più diffuse.
