L’approvazione dell’emendamento alla legge di Stabilità regionale che esclude le rivendite di generi di monopolio, cioè le tabaccherie, dall’obbligo di distanza minima dai luoghi sensibili, nel caso in cui il negozio ospiti anche giochi d’azzardo o un centro scommesse, è una scelta politica dell’ARS e va giudicata come tale.

La questione “distanziometro” è complessa e molto spinosa e Federconsumatori Sicilia non ha intenzione di trattarla in modo superficiale, per partito preso o con slogan pro o contro qualcuno o qualcosa.

In questa vicenda ci sono solo due protagonisti: i soldi e la salute.

I soldi dello Stato, che da decenni ha deciso di permettere il gioco legale, regolamentandolo e tassandolo al fine di garantirsi introiti fiscali pari a circa 15 miliardi l’anno. Ma anche i soldi dei tabaccai, che da quando il fumo di sigarette è meno diffuso tra la popolazione sono costantemente in cerca di fonti di reddito alternative per i loro negozi.

Entrambe le istanze sono legittime, se il gioco viene svolto come prevede la legge e tramite apparecchi regolarmente (e sempre) connessi alla rete telematica dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli.

Poi c’è la salute e, soprattutto, i rischi per la salute. La parola da dire, e da scandire molto bene, è ludopatia.

La ludopatia esiste, è un problema sanitario, economico e sociale e la proliferazione dei punti di gioco non fa altro che favorirla.

La ludopatia non è qualcosa che interessa solo chi ce l’ha, e i suoi familiari, ma è qualcosa che interessa tutti, perché tutti potremmo averla, prima o poi, anche se non lo sappiamo.

La maggior parte dei ludopatici non soffre di questo disturbo sin da bambino, ma lo esprime nel corso degli anni, anche in base alla disponibilità economica e alla possibilità, o meno, di scommettere e giocare. Basti pensare alla grande quantità di ludopatici over 65.

La ludopatia è un problema sottostimato dallo Stato italiano, che spende pochissimo per prevenirla e forse ancor meno per aiutare chi ne soffre, tramite il sistema dei SERT.

Federconsumatori Sicilia, alla luce di tutto ciò, vuole che si sappia una cosa: non c’è una questione giuridica sull’applicazione del distanziometro ai tabaccai, l’orientamento delle toghe è chiaro e va verso l’applicazione del distanziometro ai tabaccai anche se, per legge, i tabaccai non possono spostare a piacimento la propria attività economica.

Chi dice che i tabaccai dovrebbero essere esclusi dal distanziometro perché, avendo una rivendita di generi di monopolio, non possono spostare l’attività abbastanza lontano dai luoghi sensibili sta mentendo.

La scelta di “salvare” i tabaccai è legittima, è stata fatta da anche da altre Regioni italiane, ma è una scelta politica e non certo una scelta obbligata e chi ha preso tale scelta deve assumersene le responsabilità.

Federconsumatori Sicilia, anche alla luce del fatto che la Sicilia è tra le Regioni italiane con più gioco d’azzardo online, ritiene che la scelta migliore sarebbe stata quella di sfavorire almeno quello nei luoghi fisici, per provare a limitare la diffusione delle ludopatie.

“Vorrei dire ai tabaccai una cosa molto importante – afferma Alfio La Rosa, presidente di Federconsumatori Sicilia – Il problema non siete voi, né i vostri legittimi interessi: il problema è il gioco. Capiamo perfettamente le vostre ragioni, ma abbiamo fatto da tempo una scelta diversa rispetto a quella di chi, anche in Assemblea Regionale Siciliana, ritiene che l’economia sia da preferire alla salute pubblica”.