Da alcuni anni a questa parte, quando si parla di privacy e sicurezza online, sempre più spesso si parla anche di “VPN”. Questo acronimo sta per “Virtual Private Network”, cioè rete privata virtuale, una tecnologia che un tempo era piuttosto complessa da usare ma che oggi è alla portata di tutti, anche di chi non ha grandi competenze informatiche.

Come tutte le tecnologie, anche la VPN ha una doppia faccia e può essere usata per scopi legittimi tanto quanto per scopi illegittimi. La scelta sta all’utente, quindi nessuno può commettere un reato senza saperlo se usa una VPN. Tuttavia, è sempre meglio capire bene una tecnologia prima di usarla.

Come funziona una VPN

Una Virtual Private Network serve soprattutto per due scopi: rendere anonimo chi la usa e criptare i dati che invia e riceve tramite il suo dispositivo. E’ possibile usare una VPN da un computer, da uno smartphone, da un tablet e, con qualche difficoltà in più, anche con le Smart TV.

La VPN, per dirla in maniera molto approssimativa ma comprensibile, non fa altro che prendere il traffico dati dell’utente e farlo girare per il mondo, spostandolo su più server all’estero fino a quando non è più possibile capire da dove si sta collegando l’utente.

In questo modo si ottiene anche che l’indirizzo IP del dispositivo usato per la connessione (un parametro tramite il quale è possibile identificare l’utente) viene mascherato dall’indirizzo IP dei vari server attraverso i quali viene fatto passare il traffico dati.

Chi usa una VPN, quindi, può navigare in modo sostanzialmente anonimo e, anche se viene intercettato, non è possibile ricostruire la posizione fisica dalla quale sta accedendo ad Internet.

In più i vari server usati dalle VPN fanno quasi sempre anche un servizio in più: criptano i dati di passaggio in modo che, anche in caso di attacco hacker contro l’utente, tali dati risultino illeggibili. Oltre alla privacy, quindi, si ottiene anche una grande sicurezza per i dati scambiati dall’utente, compresi eventuali dati delle carte di pagamento, indirizzi email, password immesse online.

VPN: gli usi illegali

Grazie all’anonimato e alla crittografia permessi da una VPN, questa tecnologia viene spesso usata per scopi illeciti. Ogni volta che una persona vuole commettere un illecito online, infatti, può trarre vantaggio da una Virtual Private Network: da reati minori, come guardare film e partite di calcio col “pezzotto”, a reati gravissimi, come lo scambio di immagini pedopornografiche, la VPN permette a chi la usa di farla franca quasi sempre.

Basti pensare al fatto che molte applicazioni per vedere illegalmente le partite di calcio richiedono l’uso di una VPN e, molto spesso, nell’abbonamento richiesto da chi gestisce queste piattaforme di streaming illegale è già incluso anche un abbonamento ad una VPN.

VPN: gli usi legali

Per gli stessi identici motivi, una VPN è utilissima anche a chi non vuole commettere nessun reato, ma solo navigare in modo sicuro online. Chi non vuole essere tracciato mentre naviga, chi non vuole che i siti Web raccolgano informazioni sui suoi gusti e le sue preferenze, chi vuole mettere al sicuro i dati del proprio conto corrente online e vuole fare acquisti su Internet in tutta sicurezza farebbe bene a usare una VPN.

Gli unici tre effetti collaterali dell’uso di una VPN, infatti, sono un generale rallentamento nella velocità di connessione, il fatto che molti automatismi dei browser non funzionano (se un sito non può riconoscerci, ad esempio, non può compilare automaticamente un modulo con i nostri dati) e il fatto che le VPN realmente efficaci hanno un prezzo.

Si parte da circa 3 euro al mese, per gli abbonamenti base con meno funzioni, e si arriva fino a circa 7 euro al mese, per gli abbonamenti più completi. Se la privacy e la sicurezza online sono la nostra priorità, e siamo disposti ad accettare i piccoli compromessi appena citati, allora la VPN è una tecnologia che vale la pena di usare.