A metà marzo 2022, con la città di Catania in piena emergenza rifiuti, Federconsumatori ha scritto al sindaco facente funzioni Roberto Bonaccorsi ponendo all’Amministrazione Comunale 5 domande. Una di queste domande, la seconda, era relativa ad un eventuale aumento della TARI. Oggi, a neanche sei mesi di distanza, l’aumento della tassa sui rifiuti è arrivato ed è elevatissimo: +18%.

Ancora una volta, dunque, Federconsumatori Sicilia non è per nulla stupita di quanto sta succedendo ma, al contrario, lo aveva ampiamente previsto: gestendo in un determinato modo le situazioni complesse, infatti, tali situazioni prima o poi sfuggono di mano. Ciò non vuol dire, però, che i cittadini debbano restare in silenzio e sopportare qualunque decisione presa (e non presa) dalla politica locale.

Anche perché, lo ricordiamo, a Catania si paga la TARI più alta d’Italia: ogni famiglia, in media, paga ben 504 euro che, con l’aumento del 18% deliberato dal Consiglio Comunale, diventeranno quasi 600. Il tutto, però, a fronte di una situazione che non è minimamente migliorata: la percentuale di raccolta differenziata in zona centro è ferma dal 30%, quella in zona nord e in zona sud è ferma al 40% (da ben 9 mesi).

Bonaccorsi afferma che l’aumento della TARI dipende soprattutto dal costo del conferimento in discarica, cresciuto del 125% a causa soprattutto dell’aumento dei costi del carburante consumato dai compattatori, e del conferimento all’estero, che non si capisce ancora con quali soldi andrà pagato.

Federconsumatori non può non ribadire, però, che una raccolta differenziata diffusa ed efficiente farebbe scendere di molto i costi, e notare che altri servizi inclusi nel contratto di servizio, che poco o nulla risentono dei rincari dei carburanti (come lo spazzamento delle strade), in molte zone non sono nemmeno partiti.

Siamo assolutamente consapevoli – commenta il presidente di Federconsumatori Catania, Salvo Nicosia – che gran parte del problema rifiuti dipenda dalla bocciatura del Piano Rifiuti da parte dell’Unione europea e che le responsabilità di tale bocciatura siano da addebitare al Governo Regionale. Ma siamo altrettanto consapevoli del fatto che l’Amministrazione Comunale non ha fatto praticamente nulla per ridurre l’evasione della TARI. Ancora oggi – conclude Nicosia – circa un catanese su due non paga la tassa sui rifiuti“.

La nostra sezione provinciale di Catania – afferma il presidente di Federconsumatori Sicilia, Alfio La Rosa – monitora da anni la situazione rifiuti in città e nella provincia e, purtroppo, da anni non riscontra miglioramenti. Ci preoccupa, però, anche la situazione dell’intera Regione siciliana: Catania – aggiunge La Rosa – è lo specchio dell’emergenza ma l’emergenza coinvolge tutta l’isola“.

Federconsumatori Sicilia, per questo, guarda con molta apprensione a ciò che faranno i prossimi commissari scelti dal Governo Regionale: la questione rifiuti è strettamente connessa a quella del bilancio, ma la TARI non può diventare uno strumento di risanamento delle casse dell’Ente, un balzello sulle spalle dei cittadini onesti che hanno sempre pagato per un servizio neanche lontanamente si avvicina a quello di una città civile.

Per questo motivo la nostra associazione resterà vigile e passerà al vaglio ogni atto e ogni decisione sulla gestione dei rifiuti e sulle rimodulazioni della TARI, al fine di tutelare i diritti dei consumatori e proteggere i cittadini dalle conseguenze di eventuali scelte sbagliate.