A Catania, la TARI (tassa sui rifiuti) è la più cara d’Italia. Lo denuncia il presidente provinciale della Federconsumatori, Salvo Nicosia, il quale sottolinea che, in media, ogni famiglia catanese paga 504 euro l’anno, molto al di sopra della media nazionale, con casi eclatanti come quello di Potenza, dove ogni famiglia paga appena 131 euro l’anno.Per la Federconsumatori, sul costo così elevato influisce molto la marginalità della raccolta differenziata che, a Catania, è di appena l’11,41 per cento, con l’aggravante che ogni cittadino catanese produce, in media, ogni anno, 662 chilogrammi di rifiuti, il 48,9 per cento in più rispetto ai cittadini del resto della Sicilia.
Il problema di fondo, secondo la Federconsumatori, è la carente gestione complessiva della raccolta dei rifiuti. Un’indiretta conferma si ha dalle fallimentari modalità di avvio della raccolta differenziata nel centro della città, come dimostrano i risultati nella zona di Corso Italia: come ha monitorato per alcuni giorni la Federconsumatori, le vie della zona sono costantemente sommerse da cumuli di rifiuti.
La Federconsumatori pone pertanto cinque domande all’amministrazione comunale, in particolare al sindaco facente funzione, Roberto Bonaccorsi:

1) a prescindere della distribuzione di generici volantini, quali iniziative ha sinora adottato l’amministrazione comunale, per coinvolgere i cittadini in una efficace raccolta differenziata?
2) Considerato che ai catanesi viene fatta pagare la TARI più cara d’Italia, l’amministrazione può garantire che, nel 2022, la TARI non sarà aumentata, tenuto conto dei risultati raggiunti dalla raccolta differenzia? Inoltre, cosa si sta facendo per scovare gli evasori?
3) considerato che, da quanto si apprende sulla stampa locale in questi giorni, il costo di conferimento in discarica toccherà i 240 euro la tonnellata, anche a causa della scarsa differenziazione dei rifiuti conferiti e della saturazione in cui versano le discariche siciliane, Catania sarà gravata anche dal costo di inviare i rifiuti all’estero?
4) quali iniziative si stanno adottando, anche con il coinvolgimento delle associazioni dei consumatori, per il varo, entro il prossimo 31 marzo, del nuovo regolamento tariffario, come previsto dall’ARERA (l’agenzia di regolazione per energia reti ed ambiente);
5) perché, a distanza di quasi cinque mesi, le due ditte alle quali è stato affidato il compito della raccolta dei rifiuti, non hanno ancor firmato il contratto? Quali sono i motivi ostativi?
Considerata la rilevanza per i cittadini dei problemi sollevati, il presidente provinciale Federconsumatori di Catania, Salvo Nicosia, chiede un urgente incontro con l’Amministrazione comunale, considerato anche che l’associazione ha come scopo esclusivo la tutela dei fondamentali diritti dei cittadini consumatori.