COMUNICATO STAMPA

Partono i saldi estivi. Il decalogo di Federconsumatori

 

Parte la stagione dei saldi estivi. Vista la congiuntura economica in cui versa il nostro paese e la riduzione dei consumi delle famiglie, confermata anche dai dati Istat di questi giorni, sarà probabilmente una stagione di saldi contenuta.

I saldi invernali hanno registrato un calo dell’11% rispetto al 2008. Le previsioni per la stagione estiva dei saldi da parte dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori è di -10% rispetto ai saldi estivi 2009, continuando il trend negativo del precedente anno.

Nove milioni e 600 mila famiglie saranno interessate dai saldi attuali, il 40%, mentre la spesa per i saldi si attesterà intorno a 1 miliardo e 400 milioni di Euro.. Con una spesa di 146 euro per ogni famiglia coinvolta, pari a 56 Euro pro capite.

Lillo Vizzini, presidente reg.le: “Ritengo ormai ineludibile una profonda riforma delle vendite in saldo, liberalizzandole. In merito ai prossimi saldi la raccomandazione più importante che rivolgiamo sempre ai consumatori è quella di verificare, prima della partenza ufficiale dei saldi, il prezzo pieno del prodotto che si intende comperare. Anche fotografandolo con il telefono cellulare. Per avere una prova certa del prezzo originario. Solo in questo modo sarà possibile valutare la reale convenienza dell’acquisto e combattere le furbate di qualche commerciante scorretto”.


 

IL DECALOGO DI FEDERCONSUMATORI PER ORIENTARSI NEGLI ACQUISTI SCONTATI

  1. Non fermarsi mai davanti alla prima vetrina, confrontare i prezzi e, in ogni caso, orientarsi verso beni o prodotti che servono veramente.

  2. Diffidare dalle vetrine tappezzate dai manifesti (che non consentono di vedere la merce) o che reclamizzano sconti eccessivi, pari o superiori al 60%.

  3. I saldi non devono interessare necessariamente tutta la merce del negozio, ma quella a saldo deve essere tenuta separata e ben individuabile rispetto a quella a prezzo pieno.

  4. Attenzione alla presenza delle etichette: quella di origine permette di risalire al produttore, quella di contenuto garantisce la composizione del prodotto, quella di manutenzione informa sulle modalità di lavaggio per evitare rischi.

  5. Occhio al cartellino! Su ogni prodotto deve essere indicato, obbligatoriamente ed in modo chiaro e leggibile, il vecchio prezzo, quello nuovo e il valore in percentuale dello sconto.

  6. Non esiste l'obbligo di far provare i capi. Il nostro consiglio è, comunque, quello di diffidare dall’acquisto di capi di abbigliamento che non si possono provare.

  7. I commercianti in possesso del POS hanno l’obbligo di accettare il pagamento con carte di credito o bancomat.

  8. Conservare sempre lo scontrino quale prova di acquisto. Sarà prezioso in caso di merce fallata o non “conforme”, in quanto obbliga il commerciante alla sostituzione o al rimborso di quanto pagato.

  9. Non sono rare le controversie con i negozianti che, in presenza di merce difettosa e impossibilitati a sostituirla, sostengono di non poter rimborsare i clienti perché l'annullamento dell'operazione di cassa sarebbe vietata dalle norme fiscali. Ai sensi dell'articolo 130 del Codice del Consumo la merce difettosa deve essere sostituita o il prezzo rimborsato, specialmente se c'è difetto grave e non riparabile. Inoltre, l'operazione di cassa può essere modificata anche nei giorni successivi.

  10. Problemi o “bufale” devono essere subito denunciati ai vigili urbani, all'ufficio comunale per il commercio o a una associazione dei consumatori.


 

Palermo, 1 luglio 2010

 

 

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