Sabato 2 gennaio
partono i saldi. Il decalogo di Federconsumatori
Appena dopo capodanno parte la stagione dei saldi invernali. Vista la
grave situazione economica in cui
versa il nostro paese e la drastica riduzione del potere di acquisto
delle famiglie, sarà
probabilmente una stagione di saldi contenuta, anche rispetto allo
scorso anno in cui si registrò
una pesante flessione.
Solo 10 milioni e 800 mila famiglie saranno interessate dai saldi
attuali, il 45%. la spesa per i saldi si
attesterà, rispetto al 2008, intorno a 3 miliardi e 257 milioni di Euro,
cioè il 5% in meno. Con una spesa di
311 Euro per ogni famiglia coinvolta, pari a 118 Euro pro capite.
Lillo Vizzini, presidente reg.le: “Ritengo ormai ineludibile una
profonda riforma delle vendite in saldo,
liberalizzandole. In merito ai prossimi saldi la raccomandazione
più importante che rivolgiamo sempre ai
consumatori è quella di verificare, prima della partenza ufficiale dei
saldi, il prezzo pieno del prodotto
che si intende comperare. Anche fotografandolo con il telefono
cellulare. Per avere una prova certa
del prezzo originario. Solo in questo modo sarà possibile valutare la
reale convenienza dell’acquisto
e combattere le furbate di qualche commerciante scorretto”.
IL DECALOGO DI FEDERCONSUMATORI PER ORIENTARSI NEGLI ACQUISTI SCONTATI
1. Non fermarsi mai davanti alla prima vetrina, confrontare i prezzi e,
in ogni caso, orientarsi verso beni o
prodotti che servono veramente.
2. Diffidare dalle vetrine tappezzate dai manifesti (che non consentono
di vedere la merce) o che
reclamizzano sconti eccessivi, pari o superiori al 60%.
3. I saldi non devono interessare necessariamente tutta la merce del
negozio, ma quella a saldo deve
essere tenuta separata e ben individuabile rispetto a quella a prezzo
pieno.
4. Attenzione alla presenza delle etichette: quella di origine permette
di risalire al produttore, quella di
contenuto garantisce la composizione del prodotto, quella di
manutenzione informa sulle modalità di
lavaggio per evitare rischi.
5. Occhio al cartellino! Su ogni prodotto deve essere indicato,
obbligatoriamente ed in modo chiaro e
leggibile, il vecchio prezzo, quello nuovo e il valore in percentuale
dello sconto.
6. Non esiste l'obbligo di far provare i capi. Il nostro consiglio è,
comunque, quello di diffidare
dall’acquisto di capi di abbigliamento che non si possono provare.
7. I commercianti in possesso del POS hanno l’obbligo di accettare il
pagamento con carte di credito o
bancomat.
8. Conservare sempre lo scontrino quale prova di acquisto. Sarà prezioso
in caso di merce fallata o non
“conforme”, in quanto obbliga il commerciante alla sostituzione o al
rimborso di quanto pagato.
9. Non sono rare le controversie con i negozianti che, in presenza di
merce difettosa e impossibilitati a
sostituirla, sostengono di non poter rimborsare i clienti perché
l'annullamento dell'operazione di cassa
sarebbe vietata dalle norme fiscali. Ai sensi dell'articolo 130 del
Codice del Consumo la merce difettosa
deve essere sostituita o il prezzo rimborsato, specialmente se c'è
difetto grave e non riparabile. Inoltre,
l'operazione di cassa può essere modificata anche nei giorni successivi.
10. Problemi o “bufale” devono essere subito denunciati ai vigili
urbani, all'ufficio comunale per il commercio
o a una associazione dei consumatori.
Palermo, 28 dicembre 2009