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COMUNICATO STAMPA Il 2 gennaio partono i saldi - Il decalogo di Federconsumatori
I consumi relativi alle festività natalizie hanno registrato consistenti cali: abbigliamento e calzature -18%, arredamento ed elettrodomestici -25%, profumeria e cura della persona -5%, giocattoli -3%, alimentazione -2,5%, elettronica di consumo stabile (trainata anche dal prossimo passaggio in Sicilia al digitale terrestre e dalla vendita di smartphone), editoria (libri e cd) stabile, turismo -10%. Le stime relative all’andamento dei saldi non lasciano ben sperare. Secondo le prime indagini, emerge che il numero delle famiglie intenzionate a comprare durante i saldi rimane pressoché invariato rispetto allo scorso anno (circa il 45%), la spesa sarà invece decisamente più bassa. Mediamente, la spesa per famiglia sarà di circa 223 euro, il 19% in meno rispetto allo scorso anno quando, sempre in occasione dei saldi invernali, la spesa era stata di circa 277 euro a famiglia. Lillo Vizzini, presidente reg.le: “Lo scoramento generalizzato delle famiglie ha smorzato le aspettative che precedono generalmente l’inizio dei saldi. Anticipare le vendite a saldo (come avvenuto in molte città a livello internazionale) avrebbe sicuramente aiutato a registrare un andamento delle vendite meno disastroso. Credo sia venuto il momento di rivedere le norme sui saldi e le vendite promozionali. In merito ai prossimi saldi la raccomandazione più importante che rivolgiamo sempre ai consumatori è quella di verificare, prima della partenza ufficiale dei saldi, il prezzo pieno del prodotto che si intende acquistare, anche fotografandolo con il telefono cellulare, per avere una prova certa del prezzo originario. Solo in questo modo sarà possibile valutare la reale convenienza dell’acquisto e combattere le furbate di qualche commerciante scorretto”.
IL DECALOGO DI FEDERCONSUMATORI PER ORIENTARSI NEGLI ACQUISTI SCONTATI 1. Non fermarsi mai davanti alla prima vetrina, confrontare i prezzi e, in ogni caso, orientarsi verso beni o prodotti che servono veramente. 2. Diffidare dalle vetrine tappezzate dai manifesti (che non consentono di vedere la merce) o che reclamizzano sconti eccessivi, pari o superiori al 60%. 3. I saldi non devono interessare necessariamente tutta la merce del negozio, ma quella a saldo deve essere tenuta separata e ben individuabile rispetto a quella a prezzo pieno. 4. Attenzione alla presenza delle etichette: quella di origine permette di risalire al produttore, quella di contenuto garantisce la composizione del prodotto, quella di manutenzione informa sulle modalità di lavaggio per evitare rischi. 5. Occhio al cartellino! Su ogni prodotto deve essere indicato, obbligatoriamente ed in modo chiaro e leggibile, il vecchio prezzo, quello nuovo e il valore in percentuale dello sconto. 6. Non esiste l'obbligo di far provare i capi. Il nostro consiglio è, comunque, quello di diffidare dall’acquisto di capi di abbigliamento che non si possono provare. 7. I commercianti in possesso del POS hanno l’obbligo di accettare il pagamento con carte di credito o bancomat. 8. Conservare sempre lo scontrino quale prova di acquisto. Sarà prezioso in caso di merce fallata o non “conforme”, in quanto obbliga il commerciante alla sostituzione o al rimborso di quanto pagato. 9. Non sono rare le controversie con i negozianti che, in presenza di merce difettosa e impossibilitati a sostituirla, sostengono di non poter rimborsare i clienti perché l'annullamento dell'operazione di cassa sarebbe vietata dalle norme fiscali. Ai sensi dell'articolo 130 del Codice del Consumo la merce difettosa deve essere sostituita o il prezzo rimborsato, specialmente se c'è difetto grave e non riparabile. Inoltre, l'operazione di cassa può essere modificata anche nei giorni successivi. 10. Problemi o “bufale” devono essere subito denunciati ai vigili urbani, all'ufficio comunale per il commercio o a una associazione dei consumatori.
Palermo, 30 dicembre 2011 |
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